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Per raccontare in una sola parola quei nati nel 1989, che festeggiano il ventesimo compleanno mentre si celebrano i vent'anni dalla

caduta del muro, si è diffuso un neologismo: “Mauerfallkinder”. Composto di tre parole (muro, caduta, ragazzi), lo traduciamo “ragazzi del dopo-muro”. Sono loro i protagonisti delle immagini di Lorenzo Pesce che, in occasione del ventennale, ha deciso di puntare l’obiettivo sui ragazzi berlinesi.

Il fotografo romano predilige volti eterei, nordici. Persone non segnate dal passato, che più facilmente si abbandonano davanti alla macchina fotografica, lasciandosi trascinare in una dimensione di piacevole solitudine, dove la sfera intima affiora da un piccolo gesto naturale, da uno sguardo assente o da un pensiero appena presente. Tutto sembra sospeso, senza tempo, avvolto da una luce naturale che sembra eliminare le differenze, coinvolgendo lo spettatore.

Dalle immagini di Pesce difficilmente potremmo capire se le storie dei soggetti fotografati appartengono alla zona dominata dai sovietici o a quella occidentale. Anche se, come testimonato dal fotografo, “a parlare con questi ragazzi le differenze si notano, e come. Molto coscienti del loro passato, appassionati al vissuto delle loro famiglie quelli che provengono dall’est; ignari e poco interessati alla recente storia del loro paese quando invece vengono dall’ovest”.

Del resto l’impatto che la caduta del muro ha avuto sui cittadini dell’est e sui cittadini dell’ovest è molto diverso. Secondo Vaclav Havel, presidente prima della Cecoslovacchia e poi della Repubblica Ceca, “ci vorranno altre due generazioni per cancellare le tracce del comunismo”. Se è vero che nell’Europa dell’est il ricordo di quella svolta improvvisa è ancora presente, non altrettanto può dirsi per chi è cresciuto a ovest. 

I giovani senza memoria diretta, nati alcuni al di qua e altri al di là del muro, quando ancora la lontananza tra i due mondi era grande, posano davanti alla macchina fotografica con la stessa leggerezza. Sono i figli di un passato prossimo di cui ancora non si sono colte le ripercussioni. Proprio per questo però saranno loro a dare un senso a questa Storia.

Testo di Giulia Nucci

Per celebrare i vent'anni dalla caduta del muro di Berlino sarà inoltre esposta un'installazione fotografica curata da Francesco Serra